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Facciamo girare l'invito per la serata pubblica di venerdì 28 ottobre a Piacenza sulla ricostruzione post alluvione a un anno di distanza: luci ed ombre sulla ricostruzione.
Mercoledì sera 26 ottobre a Rivergaro assemblea No Tube con verifica ultimi dettagli di preparazione della serata del 28 e il tema briglia di San Salvatore per Richiamo del Trebbia I Round.


Claudio e Patrizia - Nella natura i profumi, i colori e i suoni si rispondono (Baudelaire)

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Lun 8 Set, 2014, 8:44 pm
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Serata pubblica molto partecipata :D e tra i presenti (la prima foto è di Gian Marco Rancati) c'eravamo anche io e Roby del gruppo TrebbiaNat. Più sotto riportiamo da FB un riassunto dell'amico Bolliger dell'Osservatorio Permante della Val Trebbia sui temi tratttati nella serata.

È in corso incontro sul dopo alluvione Trebbia/ Nure a Piacenza.
Luci e ombre degli interventi post alluvione 2015, il senso della ricostruzione in Valnure e Valtrebbia.
Ok, l'emergenza è sta affrontata con velocità ed efficienza, sulle strade come sui torrenti.
Ma poi iniziano i problemi : criteri di intervento condivisibili ed effetti, al contrario, negativi. A partire da una conoscenza complessiva dell'evento del settembre 2015. Conoscenza che evidenzia un dato (il tutto su dati del servizio regionale): la velocità della straordinaria ondata di piena in alta valTrebbia/val d'Aveto (da Cabanne a Salsominore) e in alta Valnure (da Ferriere a Farini). Veniamo poi a situazioni critiche specifiche e alla domanda che poniamo: hanno senso gli interventi finora eseguiti? Per Il campeggio di Ponte Barberino in fascia A, per l'area "industriale" exfrantoio di Rivergaro, per il viadotto SS.45 dopo galleria verso Bobbio, per l'area sosta camper Bobbio, x la difesa spondale/passeggiata di Marsaglia, impianto inerti Civardi in fascia A, impianto sportivo in attesa di rifacimento, altre attività e exCentro canoe, campeggio in sponda sinistra e rimozione ghiaia in alveo e non del materiale alluvionale, limo della diga di Boschi, centro polivalente di Ottone. Per la VALNURE una situazione per tutte: il MURO di Farini e richiesta autorizzazione per impianto idroelettrico nei pressi oltre a quella ai Sassi neri.
Interviene dirigente Servizio tecnico bacino. Su Farini. Il problema è come oggi per Amatrice, se delocalizzare o no gli abitanti di Farini o dobbiamo invece "abbandonare" le aree urbanizzate? E nessuno !o vuole. I modelli ci dicono che dobbiamo sperare che una piena come nel 2015 non si verifichi più ( o solo tra 500 anni come sostiene qualche sindaco). Oggi possiamo allora fare solo interventi per mitigare la paura dei cittadini abitanti! Altre scelte e decisioni sono politiche! Ad esempio il campeggio di Barberino, su area prevalentemente privata, autorizzato a rifare difesa (sotto condizione). Ha senso tutto ciò? Ad Amatrice ricostruiscono antisismico! e noi rifacciano tutto ome prima? In tempi di pace possiamo portare a termine il Contratto di fiume del Trebbia e avviare quello per il Nure?
L'Assessore regionale Gazzolo parte da lontano. Cultura del clima (Parigi)/e cultura del rischio. Più concretamente. Evento eccezionale, cinquecentennale! E prima? Una serie di percorsi (aggiornamento piani protezione civile, portale di info, piano di interventi prioritari regionali all'interno di "Italia sicura") e un dato concreto: bombe temporalesche incontrollabili, "istantanee" locali non ancora modellizzate. Dunque prima emergenza, poi piani e ricostruzione (piani intenti e Contratto di fiume). Oggi allora in tempi anche di indennizzo delle attività imprenditoriali private ( e loro possibile delocalizzazione), pensare a che fare per il futuro? Risolvere l'effetto diga ai Sassi neri in valNure con fondi già disponibIli. Preso atto che i cittadini vogliono restare nonostante i rischi (non possiamo garantire mai e poi mai, eventi con tempi di ritorno cinque centennali), costruire cultura del rischio. Sapendo che in Appennino non c'è più cultura del territorio e chi resta non basta più a mantenere il territorio. Dobbiamo costruire le condizioni per farlo e per ... crescere!!! Senza negare errori e resistenze ma sapendo che anche sono in elaborazione per es. la revisione della lg.20 e che tutto ciò va tenuto insieme con "comunità resiliente" cioè resistente al cambiamento!!! Si vedono più ombre che luci !!!! No !!! Questo è il senso. Ragionare con i sindaci di montagna sui buoni vincoli per un parco e non sulle paure ... Affrontiamo cioè facendo squadra e non mettendosi vicendevolmente in croce!, l'obiettivo di convivere perfettamente con la natura.


Claudio e Patrizia - Nella natura i profumi, i colori e i suoni si rispondono (Baudelaire)

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Lun 8 Set, 2014, 8:44 pm
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